ISSN 2039-1676


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9 aprile 2014

Incidente mortale cagionato da soggetto in stato di intossicazione da stupefacenti: solo colpa cosciente per il giudice del rinvio

C. Ass. App. Milano, ud. 26.11.2013 (dep. 03.12.2013), n. 24, Pres. Conforti, Est. Tucci, Imp. Mega

Per leggere la sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano, che aveva qualificato il fatto come omicidio volontario, commesso con dolo eventuale, clicca qui.

Per leggere la sentenza della Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio la sentenza della Corte di Assise di Appello di Milano, clicca qui.

Per leggere la sentenza pronunciata dal giudice del rinvio, clicca sotto su "Download documento".

 

DOLO - Dolo eventuale - Colpa cosciente - Distinzione

Il dolo eventuale consiste nella volontà dell'azione a costo di causare l'evento, e quindi nella volontà - anche - del detto evento, mentre la colpa cosciente consiste nella volontà dell'azione nella convinzione che l'evento - sia pur prevedibile - non si verificherà. (Nella fattispecie, la Corte di Assise di Appello, in qualità di giudice del rinvio, ha condannato alla pena di cinque anni di reclusione per il delitto di omicidio colposo, aggravato dalla previsione dell'evento, un automobilista che, in stato di alterazione provocata dall'assunzione di uno spinello e di una pastiglia di Xanax, invadeva l'opposta corsia di marcia, scontrandosi con un veicolo e così cagionando la morte del conducente del veicolo medesimo).

 

Riferimenti normativi: c.p. art. 43
  c.p. art. 61 n. 3
  c.p. art. 575
  c.p. art. 589

 

NOTA REDAZIONALE: A seguito dell'annullamento con rinvio da parte del giudice di legittimità (con sentenza già pubblicata in questa Rivista: clicca qui per accedervi), la Corte di Assise di Milano torna ad occuparsi della qualificazione del fatto commesso da un soggetto che, svegliato nel corso della notte da una chiamata del padre, si era messo alla guida - nonostante avesse assunto sostanze stupefacenti nel corso del pomeriggio - al fine di portare assistenza ad un amico, la cui madre era da poco deceduta in ospedale, e nel corso del viaggio, complice l'asfalto bagnato, aveva perso il controllo del mezzo cagionando un incidente mortale. Ad esito del primo giudizio di appello, la Corte di Assise di Appello di Milano (con sentenza già pubblicata in questa Rivista: clicca qui per accedervi) aveva condannato a 14 anni di reclusione l'imputato, qualificando il fatto come omicidio volontario, commesso con dolo eventuale; la Corte di Cassazione, invece, aveva annullato con rinvio la sentenza d'appello, affermando che il soggetto avesse compiuto «la più grave delle azioni colpose, ma non di meno un'azione colposa e non dolosa» (per alcune riflessioni critiche sulla medesima vicenda sia consentito ancora il rinvio a A. Aimi, Dolo eventuale e colpa cosciente al banco di prova della casistica, in Dir. pen. cont. - Riv. trim., 2013, 3, 336: clicca qui per accedervi; nonché M. Donini, Il dolo eventuale: fatto-illecito e colpevolezza, in questa Rivista, 21 febbraio 2014, 54, nota 159: clicca qui per accedervi; F. Viganò, Il dolo eventuale nella giurisprudenza più recente, ivi, 31 marzo 2014, 8 ss.: clicca qui per accedervi). La Corte di Assise di Appello di Milano, quale giudice del rinvio, condanna infine il soggetto a titolo di omicidio colposo, aggravato dalla previsione dell'evento, rideterminando la pena inflitta in 5 anni e 6 mesi di reclusione.

 

(Massima e nota redazionale a cura di Alberto Aimi)