ISSN 2039-1676


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28 febbraio 2014 |

Bonifiche: il labirinto della legislazione ambientale dove le responsabilità  penali "si perdono"

Criticità e prospettive della riparazione delle offese a un bene giuridico collettivo

SOMMARIO: 1. Dati empirici e dati normativi: cronaca di morti annunciate; quando il diritto non gioca la partita, o peggio, gioca per perdere... - 2. Il reato di omessa comunicazione della potenziale contaminazione: la nuova questione della responsabilità dell'ente e l'annosa questione della responsabilità del proprietario incolpevole della contaminazione - 3. La procedura di bonifica e le fasi rilevanti in sede penale. - 4. In particolare: natura e struttura del reato di omessa bonifica (melius: di contaminazione ambientale) - 5. (segue) Il ruolo della bonifica nel quadro degli elementi del reato. Il pentimento operoso (o meglio la riparazione) con efficacia esimente: dal generale al particolare: dal diritto penale comune al diritto penale speciale, alla legislazione ambientale, alla normativa in tema di scarichi e rifiuti (art. 257, co. IV, TUA). - 6. Una persistente responsabilità dell'ente in caso di bonifica? I dubbi intorno alla responsabilità penale, e la recente previsione di una responsabilità extrapenale (L. europea 2013). - 7. Il rapporto tra la fattispecie di contaminazione e gli altri reati in materia ambientale. - 8. Le questioni del termine per la riparazione e dell'analogia in bonam partem. Bonifica tardiva e permanenza del reato. - 9. La restitutio in integrum come obbligo del condannato con pena sospesa e come condizione per l'oblazione speciale. - 10. La restitutio in integrum come sanzione e la riparazione "primaria" nelle indicazioni del legislatore europeo. Le altre forme di riparazione, "complementare" e "compensativa". - 11. Strumenti riparatori di natura mista, tra diritto pubblico e privato - 12. (segue) Breve excursus di carattere storico-comparatistico: il risarcimento del danno come sanzione penale. - 13. "Le leggi son, ma chi pon man ad esse?", ovvero il problema delle difficoltà di attivare le procedure di tutela risarcitoria; gli spazi d'azione del Ministro dell'ambiente e degli altri soggetti interessati.