ISSN 2039-1676


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27 gennaio 2014

Inaugurazione dell'anno giudiziario 2014: l'Intervento del Prof. Giostra alla cerimonia di inaugurazione di Ancona

 

Segnaliamo ai lettori il breve, ma davvero splendido intervento svolto dal Prof. Glauco Giostra nella sua qualità di rappresentante del Consiglio Superiore della Magistratura alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario 2014 presso la Corte di appello di Ancona, nel quale si affrontano - in piena consonanza con lo spirito e con il lessico delle considerazioni finali della relazione del Primo Presidente della Cassazione, delle quali abbiamo altrove dato conto (clicca qui per accedervi) - snodi cruciali relativi alla ruolo della magistratura nella società italiana oggi.

"Non abbiamo bisogno" - conclude il Prof. Giostra -  "di savonarola in toga, né di burocratici travet della giustizia, abbiamo bisogno di magistrati che assolvano il loro ufficio, concedetemi l'ossimoro, con umile orgoglio: l'orgoglio di esercitare la più alta funzione sociale, quella di giudicare; l'umiltà di sentirsi comunque - in quanto uomini - inadeguati al compito. Abbiamo bisogno di magistrati che svolgano il loro delicato compito nec spe, nec metu; che sappiano esprimere accoglienza, trasparenza e rispetto ai Tarara' che si trovano a qualsiasi titolo a varcare il portone del Palazzo di giustizia;  che operino con equilibrio, competenza, impegno, riserbo, rigorosamente all'interno del recinto della legalità; che difendano strenuamente la loro indipendenza esterna, ma anche quella interna dalle correnti e dai localismi; che non confondano indipendenza con irresponsabilità o con "autismo organizzativo"; che, quando ricoprono incarichi direttivi, si assumano la responsabilità di esprimere giudizi non sempre gratuitamente encomiastici in sede di valutazione di professionalità  dei colleghi dell'ufficio. So bene che ci sono tantissimi magistrati così, ma so anche che non sono abbastanza. Se lo fossero, si realizzerebbe la condizione, temo non sufficiente, certo necessaria, affinché la giustizia torni ad essere il rassicurante, vitale, silenzioso respiro della democrazia". (F.V.)