ISSN 2039-1676


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15 gennaio 2014 |

Un "arresto" della tendenza repressiva europea sul negazionismo

Punire la contestazione del "genocidio" armeno viola l'art. 10 Cedu

La pronuncia della Corte EDU qui commentata è stata già segnalata dalla nostra Rivista con scheda di Marco Montanari, La Corte europea dei diritti dell'uomo si pronuncia sul problematico bilanciamento tra il diritto alla libertà di espressione e l'esigenza di reprimere il negazionismo del genocidio armeno, 7 gennaio 2014 (clicca qui per accedere alla sentenza e alla scheda di Marco Montanari).

Per scaricare la nota di P. Lobba, di cui si riporta il sommario, clicca sotto su download documento.

Sommario: 1. Introduzione. - 2. L'origine della controversia. - 3. La pronuncia della Corte di Strasburgo. - 3.1. Ammissibilità: applicabilità dell'art. 17 Cedu. - 3.2. Merito: esame ai sensi dell'art. 10 Cedu. - 3.2.1. La nozione di «consenso generale». - 3.2.2. Il bisogno sociale preminente. - 3.2.3. Il giudizio di proporzionalità. - 4. Un freno efficace alla tendenza espansiva dell'abuso del diritto? - 5. Le modalità alternative di condotta delle fattispecie negazioniste: da endiadi indefinita a distinte forme di aggressione al bene giuridico. - 6. Osservazioni critiche su metodo e contenuti della pronuncia.