ISSN 2039-1676

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9 dicembre 2013 |

La Cassazione torna sulla rilevanza penale dell'elusione fiscale

Nota a Cass., Sez. III pen., sent. 6 marzo 2013 (dep. 3 maggio 2013), n. 19100, Pres. Teresi, Rel. Amoresano

Il presente contributo è ora pubblicato nel n. 4/2013 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

Ricordiamo che, in vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo – Rivista trimestraleil presente contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

 

 

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Abstract. La Cassazione torna a pronunciarsi sui limiti di rilevanza penale di operazioni qualificate come elusive in sede tributaria, ribadendo quanto già espresso nel noto precedente della sentenza "Dolce e Gabbana". Anche in questo caso, l'identificazione tra la condotta elusiva ai sensi dell'art. 37-bis d.P.R. 600/1973 e quella penalmente rilevante non soddisfa: in eccesso, perché l'applicazione della disposizione antielusiva non garantisce il rispetto del canone della tassatività; in difetto, perché non richiede al giudice penale una valutazione autonoma sulla sussistenza dell'evasione a prescindere dalla qualificazione dell'operazione nel procedimento tributario come abusiva o elusiva.

SOMMARIO: 1. Il diritto penale si confronta con l'elusione fiscale e l'abuso del diritto. - 2. La vicenda processuale e la posta in gioco. - 3. Il richiamo al principio "Dolce e Gabbana" non è sufficiente a fare chiarezza. - 4. Gli effetti indesiderabili del modello "Dolce e Gabbana" e l'esigenza di autonomia del diritto penale.