ISSN 2039-1676


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23 luglio 2013 |

Il reato di "pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili" alla prova della giurisprudenza: un commento alla prima (e finora unica) applicazione giurisprudenziale dell'art. 583 bis c.p.

Nota a Corte d'Appello di Venezia 23 novembre 2012 (dep. 21 febbraio 2013), n. 1485

Il presente contributo è ora pubblicato nel n. 4/2013 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

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Il contributo a firma di F. Basile è stato pubblicato anche sulla Rivista online "Stato, chiese e pluralismo confessionale" (www.statoechiese.it), che vivamente ringraziamo per avere consentito la pubblicazione anche sulla nostra Rivista.


SOMMARIO: 1. I casi di specie e la sentenza di primo grado. - 2. I motivi di appello proposti dagli imputati. - 3. In particolare, i motivi di appello concernenti la "malattia" e il "tentativo". - 4. In particolare, il motivo di appello concernente il "dolo specifico" nelle sue implicazioni con le motivazioni culturali della aruè degli Edo-bini nigeriani. - 5. In particolare, il motivo di appello concernente l'"ignorantia legis". - 6. Alcune considerazioni conclusive: quando punire non basta.