ISSN 2039-1676

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5 luglio 2013

Il rapporto del Garante per l'ILVA di Taranto sull'osservanza dell'AIA riesaminata e sulle relative "criticità "

 

La nostra Rivista ha seguito con grande e doverosa attenzione la vicenda dell'ILVA di Taranto, specie con riguardo ai suoi profili giuridici ed alle connesse vicende giudiziarie. Il n. 1 del 2013 della Rivista Trimestrale (liberamente scaricabile da questo sito) raccoglie diversi e rilevanti contributi al proposito. Ancora oggi pubblichiamo una recente sentenza della Corte di cassazione a proposito dei provvedimenti susseguitisi con riferimento al sequestro degli impianti.

In questa prospettiva si colloca anche la pubblicazione del Rapporto in data 2 luglio 2013 del Garante dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'ILVA, Vitaliano Esposito, la cui esposizione presenta particolare interesse da molteplici punti di vista.

Nel documento infatti, dopo una ricognizione dei compiti assegnati alla figura del Garante dalla legge n. 231 del 2012, si dà notizia tra l'altro di due segnalazioni redatte (alla fine di marzo ed a metà giugno dell'anno in corso) circa la riscontrata violazione di varie prescrizioni dell'Autorizzazione riesaminata ed a proposito del constatato superamento dei limiti delle emissioni inquinanti, nei termini meglio indicati nel rapporto.

Viene data notizia, poi, della proposta di commissariamento dei vertici dell'ILVA che il Garante ha formulato il 30 maggio 2013, ed alla quale ha fatto seguito l'emanazione del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61 (in vigore dal 4 giugno scorso), relativo tra l'altro, ed appunto, all'indicato commissariamento (per consultare il testo del decreto-legge cliccare qui). Nel documento che pubblichiamo, viene espressa una motivazione dell'iniziativa, dovuta ad un giudizio di «inidoneità del modello organizzativo di prevenzione dei reati ambientali di cui l'impresa si è dotata, in violazione dei principi propri della corporate governance».

Il documento si segnala anche per una interessante digressione a proposito degli obblighi positivi di tutela dei diritti fondamentali, come quello alla vita ed alla salute, che discendono dalla Convenzione edu, e dalla pertinente giurisprudenza della Corte di Strasburgo.

 

Per accedere al testo della Relazione, in formato PDF, cliccare sull'icona sottostante.