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24 giugno 2013 |

Le Sezioni unite civili, la confisca di prevenzione e qualche discutibile riferimento al diritto "comunitario"

Osservazioni a margine di Cass., Sez. un. civ., 26 febbraio 2013 (dep. 7 maggio 2013), n. 10532, Pres. Preden, Rel. Vivaldi

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Le Sezioni unite civili della Corte di cassazione, chiamate a dirimere un risalente e complesso contrasto di giurisprudenza in tema di effetti della confisca di prevenzione e tutela dei crediti assistiti da garanzia reale, hanno ritenuto di premettere all'analisi della normativa vigente e della giurisprudenza di legittimità una disamina delle "norme sovranazionali" in materia, al fine apparente di dare sostegno alla soluzione adottata. Peccato che tali norme, allo stato, non esistano e che la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo citata nella sentenza sia non pertinente. Restano poco comprensibili le ragioni per le quali la Corte suprema ha ritenuto di dover seguire una moda corrente che cerca comunque un presunto sostegno "sovranazionale" a soluzioni che ben potrebbero e dovrebbero trovare nel diritto nazionale la loro sede naturale.

Sommario: 1. Una sentenza attesa su questioni (civili) assai complesse. - 2. "Le norme sovranazionali": un passaggio pleonastico della motivazione. - 3. Le decisioni quadro e l'interpretazione conforme. - 4. Il diritto UE e la confisca di prevenzione: un percorso ancora aperto. - 5. La CEDU e il diritto dell'UE: un révirement probabilmente involontario, e pericoloso. - 6. I precedenti della CtEDU citati dalla sentenza. - 7. Un'operazione, nel complesso, errata nel metodo e nella soluzione.