ISSN 2039-1676

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11 aprile 2013

Il governo chiede il rinvio dinnanzi alla Grande Camera della Corte EDU del caso Torreggiani in materia di sovraffollamento carcerario

Segnaliamo ai lettori che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha formulato richiesta di rinvio dinnanzi alla Grande Camera della Corte EDU del caso Torreggiani c. Italia, già deciso in prima istanza dalla seconda camera della Corte con sentenza 8 gennaio 2013 (clicca qui per accedere alla sentenza e alla relativa scheda), per le motivazioni di cui si dà conto sinteticamente negli organi di stampa (si veda l'articolo relativo pubblicato ieri sul Sole 24 Ore: clicca qui per accedervi). Ai sensi dell'art. 43 CEDU, la richiesta - che deve essere presentata entro il termine di tre mesi dalla sentenza della camera - dovrà ora essere preliminarmente esaminata da un collegio di cinque giudici della Grande Camera, che dovrà valutare se "la questione oggetto del ricorso solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, o comunque un'importante questione di carattere generale". Nel caso in cui la domanda venga giudicata ammissibile alla luce di questi criteri, sul caso si pronuncerà con sentenza l'intera Grande Camera; altrimenti, la sentenza pronunciata dalla camera diverrà definitiva.

Nell'attesa di conoscere più nel dettaglio, auspicabilmente, le ragioni che hanno indotto il governo italiano a contestare la correttezza della decisione della camera - che, come è noto, aveva denunciato il problema sistemico del sovraffollamento carcerario in Italia, e aveva ingiunto al nostro paese di individuare idonei rimedi preventivi e riparatori, entro il termine di un anno dalla data in cui la sentenza sarebbe divenuta definitiva, allo scopo di assicurare un'effettiva tutela al diritto dei detenuti a non subire pene o trattamenti inumani o degradanti -, può essere interessante prendere spunto da questa vicenda per rammentare quanto costino, al contribuente italiano, le condanne della Corte europea, derivanti dalla pervicace riluttanza dei nostri poteri pubblici (nel loro complesso: potere legislativo, esecutivo, giudiziario) ad adeguare legislazione e prassi nel nostro paese agli standard di rispetto dei diritti fondamentali discendenti dalla Convenzione: si veda, in proposito, il recentissimo report del Consiglio d'Europa sull'esecuzione delle sentenze della Corte, p. 60, dal quale si evince che l'Italia è stata complessivamente condannata al pagamento dell'astronomica cifra dii circa 120 milioni di euro di risarcimenti nel corso del 2012: clicca qui per scaricare il report, nel quale il dato qui segnalato si trova nella tabella a pag. 60). (F.V.)