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14 febbraio 2013

La Corte costituzionale dichiara inammissibili i conflitti di attribuzione della Procura di Taranto contro il "decreto ILVA" e la relativa legge di conversione

Corte cost., 13 febbraio 2013, n. 16, Pres. Gallo, Rel. Silvestri; Corte cost., 13 febbraio 2013, n. 17, Pres. Gallo, Rel. Silvestri

Pubblichiamo immediatamente, data l'importanza della questione, i provvedimenti con i quali la Corte costituzionale ha dichiarato la inammissibilità dei conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato promossi dalla Procura di Taranto in relazione alla vicenda ILVA.

Come si ricorderà, e come emerge nel dettaglio dai contributi che la nostra Rivista ha progressivamente pubblicato (i relativi link sono disponibili sul lato destro dello schermo), il Governo era intervenuto sulla complessa vicenda dell'ILVA con il decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207 (Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale), teso in sostanza a consentire la ripresa delle attività produttive nello stabilimento siderurgico di Taranto nonostante il provvedimento di sequestro preventivo disposto dall'Autorità giudiziaria. Il Procuratore di Taranto aveva reagito con un primo ricorso per conflitto, promosso con riguardo al decreto-legge e depositato presso la cancelleria della Corte costituzionale il 31 dicembre 2012.

Si tratta del conflitto dichiarato inammissibile con l'ordinanza n. 16 del 2013, che qui pubblichiamo. In sintesi, la Consulta ha ribadito la natura «residuale» del conflitto di attribuzione quale strumento di tutela delle prerogative costituzionali asseritamente lese attraverso un atto legislativo, od un atto avente forza di legge: se il controllo di legittimità può essere attuato nell'ambito di un giudizio incidentale di costituzionalità, perché la norma deve essere applicata in un procedimento giurisdizionale, il ricorso al conflitto è precluso.

La Corte ha fatto notare, anche mediante un comunicato stampa che pure pubblichiamo in allegato, come la possibilità di sollevare questioni incidentali, nel caso di specie, abbia trovato pratica attuazione, visto che il Giudice per le indagini preliminari di Taranto, ed il Tribunale di appello sui provvedimenti cautelari reali, hanno già sollevato questioni le legittimità relativamente al decreto-legge, evocando nel complesso gli stessi parametri indicati nei ricorsi per conflitto dalla Procura tarantina.

Resta da ricordare che, quando (il 3 gennaio scorso) è stata pubblicata la legge 24 dicembre 2012, n. 231, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 207 del 2012, il Procuratore di Taranto ha ritenuto di promuovere un giudizio per conflitto anche nei confronti della Camera dei deputati  e del Senato della Repubblica. L'atto, depositato il 28 gennaio 2013 presso la Cancelleria della Corte costituzionale, lamentava in sostanza le stesse lesioni prospettate con riguardo al decreto-legge, aggiungendo un riferimento all'emendamento approvato in sede di conversione, relativamente all'art. 3 del decreto stesso, a proposito delle merci sequestrate e della disposta loro restituzione, in favore della proprietà dell'ILVA, anche per la parte prodotta in epoca antecedente all'emanazione del provvedimento governativo.

A questo conflitto si riferisce la ordinanza n. 17 del 2013, quasi identica alla precedente, ed ovviamente dichiarativa della inammissibilità del conflitto medesimo.

Con il comunicato stampa del quale si è detto, la Consulta ha annunciato che la trattazione delle questioni incidentali di legittimità costituzionale sarà fissata nel prossimo mese di aprile 2013.

 

Per il testo dell'ordinanza n. 16/2013 clicca qui

Per il testo dell'ordinanza n. 17/2013 clicca qui

Per il comunicato stampa della Corte costituzionale clicca sotto su 'download documento'