ISSN 2039-1676


ISSN 2039-1676


10 gennaio 2013 |

La custodia di sicurezza nell'ordinamento tedesco (TESI DI LAUREA)

Università: Universita' degli studi di Milano

Prof. Relatore: Francesco Vigano'

La custodia di sicurezza (Sicherungsverwahrung) è, nell'ordinamento tedesco, una misura di sicurezza detentiva di durata indeterminata da eseguirsi una volta scontata la pena, e finalizzata a consentire una tutela della collettività contro i delinquenti pericolosi oltre i limiti imposti dal principio di colpevolezza per il fatto commesso. Nata come misura destinata ad autori di gravi reati, recidivi e pienamente imputabili, il suo amito applicativo è stato progressivamente esteso dal legislatore tedesco, in particolare negli ultimi 15 anni, nell'ottica di una politica criminale di mera neutralizzazione dell'autore pericoloso, in linea con il trend che sta interessando numerosi paesi europei di riscoperta del doppio binario tra pene e misure di sicurezza (su cui cfr. ampiamente il documentato lavoro di M. Pelissero, Pericolosità sociale e doppio binario, Giappichelli, 2008, nonché Id., Il controllo dell'autore imputabile pericoloso nella prospettiva comparata. La rinascita delle misure di sicurezza custodiali , in questa Rivista, 26 luglio 2011; S. Porro, La custodia di sicurezza nell'ordinamento penale tedesco , ibidem, 18 novembre 2011).

La prima parte della tesi è dedicata alla storia dell'introduzione di tale misura in Germania, avvenuta durante il regime nazionalsocialista e al suo recepimento nel sistema democratico, con particolare attenzione alle motivazioni che hanno indotto il legislatore ad affiancare le misure di sicurezza, quali strumenti correlati alla pericolosità del reo, alle pene tradizionali.

Nella seconda parte l'autrice analizza il fenomeno di progressivo ampliamento di tale istituto, finalizzato sia ad aumentare il numero dei potenziali destinatari, sia ad accrescere le ipotesi nelle quali tale strumento è utilizzabile.

Nella terza parte si pone infine particolare attenzione al profilo problematico di questo fenomeno, ovvero la compatibilità di tale strumento (la cui legittimazione è sganciata dalla colpevolezza e ancorata alla sola pericolosità del soggetto) con il sistema delle garanzie individuali, analizzando le posizioni assunte dal Tribunale Costituzionale federale e dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, che nel 2009 ha condannato la Germania in merito a tale disciplina.

Parallelamente a questo aspetto prettamente penalistico, è oggetto di analisi il problema del rango della CEDU nell'ordinamento tedesco e quello immediatamente conseguente dell'efficacia delle sentenze di Strasburgo: il dialogo avvenuto fra le due Corti rappresenta infatti terreno fecondo per considerazioni di tipo comparatistico e nell'ottica di un approccio a tale questione sempre più orientata a considerare il sistema convenzionale pienamente equiparato, nella tutela dei diritti umani, a quello costituzionale.

Nella parte conclusiva si esaminano esamina i profili problematici di politica criminale che hanno accompagnato la custodia di sicurezza nella sua evoluzione, e ci si concentra in particolar modo sul rischio di una truffa delle etichette e sul problema della prognosi di pericolosità.