ISSN 2039-1676

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19 dicembre 2012 |

La tutela penale dell'ordine pubblico nell'ambito di manifestazioni e disordini: profili problematici alla luce della più recente casistica (tesi di laurea)

Università: Universita' degli Studi di Milano

Prof. Relatore: Francesco Vigano'

Prof. Correlatore: Stefano Zirulia

La tesi esamina la disciplina penale applicabile agli scontri tra le forze dell'ordine ed i partecipanti a manifestazioni, presidi ed assembramenti.

L'originalità del lavoro risiede, in particolare, nel metodo con cui sono state approcciate tali tematiche: attraverso la ricostruzione e l'analisi di alcuni recenti - e ben noti alle cronache -  procedimenti penali, sono state anzitutto selezionate le questioni più calde e controverse relative alla tutela dell'ordine pubblico "di piazza"; a tali questioni, in secondo luogo, è stata dedicata una disamina di ampio respiro alla luce del quadro dottrinale e giurisprudenziale formatosi nel corso degli anni. Un approccio, dunque, "dal particolare al generale", grazie al quale la trattazione risulta sempre ancorata alla realtà odierna, ma al contempo immersa in un dibattito dagli orizzonti ben più estesi.

Dopo un primo capitolo di natura introduttiva dedicato alla libertà di riunione, l'autrice ricostruisce alcuni dei più recenti procedimenti penali instauratisi contro manifestanti sospettati di aver commesso atti violenti contro le cose o le persone: in quest'ottica, nel capitolo secondo sono analizzati i principali processi sorti nei confronti di alcuni partecipanti ai cortei del G8 di Genova del 2001, mentre i capitoli terzo e quarto sono rispettivamente dedicati all'analisi dei disordini verificatisi a Roma nell'ottobre 2011 in occasione del corteo degli «indignati» (clicca qui per accedere alla sentenza del Tribunale di Roma, Sez. GIP, del 14 marzo 2012; clicca qui per accedere alla sentenza del Tribunale di Roma 11 giugno 2012); ed alla disamina degli scontri con esponenti del movimento No Tav in Val di Susa (clicca qui per accedere alla sentenza del Tribunale di Torino, Sez. V pen.) del 17 luglio 2012.

Il quinto capitolo approfondisce - prendendo le mosse degli elementi emersi in quelli precedenti - le problematiche di carattere generale che vengono in rilievo rispetto alle principali fattispecie criminose contestate ai manifestanti, nonché alla disciplina delle circostanze del reato e delle cause di esclusione della punibilità. La trattazione è talora accompagnata da considerazioni di carattere critico, aventi ad oggetto tanto gli orientamenti giurisprudenziali emersi, quanto le scelte di politica criminale che caratterizzano il nostro ordinamento

In particolare, una parte cospicua del lavoro è dedicata al delitto di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.), in relazione al quale l'autrice traccia, alla luce di dottrina e giurisprudenza, i confini rispetto alle fattispecie di danneggiamento e furto.

Inoltre, vengono analizzati i delitti di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale (artt. 336, 337 c.p.) e la connessa causa di giustificazione della reazione legittima ad atti arbitrari (art. 393 bis c.p.).

Non ci si poteva poi esimere dal trattare - in considerazione della natura plurisoggettiva dei contesti esaminati - le problematiche relative al concorso di persone nel reato, con particolare attenzione alla delicata questione della c.d. mera presenza sul luogo di commissione del reato.

Con la stessa finalità di attribuire rilevanza al contesto plurisoggettivo, infine, è stata analizzata la circostanza attenuante della suggestione di folla in tumulto (art. 62 n. 3 c.p.) e l'autrice ha altresì ragionato in via di astrazione sulla configurabilità di un reato associativo a fronte di disordini apparentemente collegati.

Nella parte conclusiva, le problematiche affrontate sono state valutate in un'ottica de jure condendo, estendendo altresì la trattazione ad un'analisi di carattere generale di taluni istituti di natura processuale e preventiva, la cui introduzione nell'ordinamento giuridico è stata recentemente prospettata dagli organi del Governo italiano.