ISSN 2039-1676


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14 maggio 2012 |

Il Conseil Constitutionnel francese dichiara illegittimo per imprecisione il delitto di molestie sessuali

Conseil constitutionnel, Décision n. 2012-240 QPC, 4 maggio 2012

Segnaliamo qui la decisione del Conseil Constitutionnel francese con la quale, lo scorso 4 maggio 2012, il delitto di molestie sessuali nella redazione attualmente vigente è stato dichiarato contrario all'art. 34 della Costituzione e all'art. 8 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, dai quali discende l'obbligo a carico del legislatore di stabilire il campo di applicazione della legge penale in termini sufficientemente chiari e precisi.

Il fatto di molestie sessuali era previsto nella versione originaria del codice penale del 1992 come "le fait de harceler autrui en usant d'ordres, de menaces ou de contraintes, dans le but d'obtenir des faveurs de nature sexuelle, par une personne abusant de l'autorité que lui confèrent ses fonctions" (il fatto di molestare qualcuno utilizzando ordini, minacce o coazioni, allo scopo di ottenere favori di natura sessuale, da parte di una persona che abusi dell'autorità conferitale dalle sue funzioni). Nel 1998 lo spettro delle condotte suscettibili di integrare il reato fu arricchito con il riferimento all'ipotesi di "pressioni gravi"; mentre nel 2002 il legislatore intervenne nuovamente sulla norma in questione, eliminando ogni nota descrittiva della condotta e limitandosi a prevedere che "Le fait de harceler autrui dans le but d'obtenir des faveurs de nature sexuelle est puni d'un an d'emprisonnement et de 15 000 euros d'amende" (il fatto di molestare qualcuno allo scopo di ottenere favori di natura sessuale è punito con la reclusione di un anno e con 15.000 euro di ammenda).

Quest'ultima formulazione della norma è stata dunque fatta oggetto di una questione pregiudiziale di costituzionalità da parte della Corte di cassazione, rimessa al Conseil nel febbraio scorso, su istanza - come si apprende da un articolo del quotidiano Le Monde.fr pubblicato lo stesso 4 maggio - del difensore di un deputato che era stato condannato in appello a tre mesi di reclusione condizionalmente sospesi per aver compiuto avances giudicate troppo pesanti a tre donne. La questione di costituzionalità è stata accolta dal Conseil, che ha altresì espressamente disposto - facendo uso dei poteri discrezionali che la Costituzione gli conferisce in proposito - che la norma in questione debba considerarsi abrogata a partire dal giorno della pubblicazione della decisione, con effetti su tutti i processi non ancora definiti a quella data.

Le ragioni poste a base della decisione - che, come si apprende dall'articolo di Le Monde.fr, è stata aspramente criticata dalle associazioni contro la violenza sulle donne - sono espresse non già nei succinti "considerés" della decisione, ma nel "commentaire" ufficiale pubblicato sul sito del Conseil, nel quale si offre altresì un prezioso quadro della giurisprudenza costituzionale francese in materia di precisione della norma penale. Dal medesimo sito è scaricabile, infine, la videoregistrazione dell'udienza.