ISSN 2039-1676


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17 febbraio 2012 |

Quando il legislatore ordinario forza i principi generali, il giudice forza i limiti della giurisdizione

Nota a Cass. pen., sez. III, c.c. 20 gennaio 2012 (dep. 1 febbraio 2012), n. 4377, Pres. Fiale, Rel. Marini

Contributo pubblicato nella Rivista Trimestrale 1/2012

La recente sentenza della Cassazione in materia di presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere, ai sensi dell'art. 275 co. 3 c.p.p., per fatti di violenza sessuale di gruppo ex art. 609 octies c.p. (già pubblicata in questa Rivista unitamente a una scheda introduttiva di Guglielmo Leo e una breve osservazione critica in calce alla stessa a firma di Gioacchino Romeo) ha suscitato un grande clamore presso le fonti di informazione a causa di una frettolosa e approssimativa lettura datane al di fuori del contesto normativo e giurisprudenziale da cui la vicenda trae origine. Numerose, e di grande momento, sono invece le questioni giuridiche sollevate da questa pronuncia, che questo articolo intende ripercorrere e sottoporre a vaglio critico.

 

SOMMARIO: 1. Inquadramento introduttivo. - 2. La pronuncia in esame: percorsi argomentativi... - 3. ...richiami alla giurisprudenza di costituzionalità... 4. ...e dubbi operativi. - 5. Presupposti e limiti dell'interpretazione "costituzionalmente orientata".

 

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