ISSN 2039-1676


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20 dicembre 2011 |

La confisca e i diritti fondamentali (TESI DI LAUREA)

Università: Universita degli Studi di Milano

Prof. Relatore: Prof. Francesco Vigano'

Confisca 'ordinaria' e confische 'speciali' al metro della Costituzione italiana e della Convenzione europea

In che misura la disciplina positiva della confisca, nelle sue varie forme, interferisce con i diritti fondamentali dell'individuo?

Questo l'interrogativo che fa da sfondo all'intero lavoro, che mira a focalizzare i profili di frizione che potrebbero dar luogo, in futuro, a questioni di legittimità costituzionale (per contrasto diretto con questo o quel parametro costituzionale, ovvero - tramite l'art. 117 co. 1 Cost. - con la Convenzione europea) della disciplina italiana, ovvero a ricorsi avanti alla Corte europea una volta divenuta irrevocabile la sentenza che abbia pronunciato un provvedimento di confisca.

L'autore muove - nel primo capitolo - da una sintetica ma non banale ricognizione, a 360 gradi, delle varie forme di confisca previste nel nostro ordinamento: da quella per così dire 'classica', dall'art. 240 c.p., alle numerose confishe previste dalle leggi speciali e dalla legge sulla responsabilità 'amministrativa da reato' dell'ente, alla 'nuova' confisca per equivalente, alla confisca c.d. 'allargata' di cui all'art. 12-sexies d.l. 306/1992 sino alla confisca di prevenzione.

Così ricostruito il (complesso) quadro normativo vigente, la tesi affronta nel secondo capitolo la questione relativa alla natura giuridica della confisca: misura di sicurezza e/o sanzione sui generis, ovvero "sanzione punitiva" ai sensi della giurisprudenza di Strasburgo in materia di art. 7 CEDU? La questione non è, naturalmente, meramente nominalistica, ed è anzi di in buona misura pregiudiziale rispetto alla verifica della compatibilità della disciplina italiana con i diritti fondamentali, dal momento che talune almeno delle garanzie previste dalla Costituzione e dalla Convenzione (si pensi, per tutte, alla irretroattività) si applicano soltanto alle "pene", o comunque alle "sanzioni punitive" nel senso utilizzato dalla Corte europea.

Avendo optato per la natura sostanzialmente punitiva quanto meno della gran parte delle forme di confisca previste nel nostro ordinamento - ivi compresa la confisca di prevenzione, secondo una tesi autorevolmente sostenuta in dottrina -, l'autore analizza quindi nel terzo e centrale capitolo i profili di contrasto tra la disciplina delle varie forme di confisca previste nel diritto italiano e i singoli diritti fondamentali che vengono in considerazione: dal diritto di proprietà, così come riconosciuto non solo dall'art. 42 Cost., ma anche e soprattutto dall'art. 1 Prot. 1 Cedu, che ne assicura appunto li lrango di diritto 'fondamentale'; ai principi di irretroattività, di personalità della pena e di colpevolezza; al principio di proporzionalità della sanzione; alla presunzione di non colpevolezza. Principi tutti che giungono al massimo grado di tensione in rapporto alla confisca 'allargata' di cui all'art. 12 sexies d.l. 306/1992 e alla confisca di prevenzione.

Il lavoro prosegue con un breve sguardo alla normativa europea in materia di confisca e ai relativi obblighi di introduzione nell'ordinamento degli Stati membri di forme di confisca per equivalente e/o allargate, spesso ispirate in maniera decisiva proprio dal modello italiano, in genere adattato in modo da attenuarne gli aspetti più scopertamente distonici con i diritti fondamentali del soggetto colpito dalla misura ablatoria; e si conclude con alcune stimolanti osservazioni sul futuro di una misura efficiente quale mezzo di contrasto alla criminalità orientata al profitto, ma anche più rispettosa dei diritti fondamentali di quanto non sia oggi.