ISSN 2039-1676


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20 dicembre 2011 |

Il diritto penale dell'ambiente (TESI DI LAUREA)

Università: Università  degli Studi di Milano

Prof. Relatore: Francesco Viganò

Prof. Correlatore: Gian Luigi Gatta

Prospettive de lege lata, di diritto comparato e de jure condendo

Che il d.lgs 121/2011, attuativo nel nostro ordinamento della direttiva 98/2008/CE, sia stata un'occasione di riforma perduta per il nostro diritto penale ambientale, è ormai un luogo comune. Anziché operare una complessiva rimeditazione delle incriminazioni attualmente vigenti - imperniate su una pletora di reati contravvenzionali di scarsa effettività, con sullo sfondo lo spettro minaccioso dei delitti contro l'incolumità pubblica, dai contorni vaghi e dalle cornici edittali sproporzionatamente elevate -, il nostro legislatore ha preferito limitarsi ad aggiungere un paio di incriminazioni marginali e a estendere il regime della responsabilità da reato degli enti di cui al d.lgs. 231/2001 ad alcune - e ad alcune soltanto - delle vigenti contravvenzioni in materia ambientale.

La tesi di Natalia Jurisch qui pubblicata si domanda se fossero possibili scelte diverse, e ben più radicali, da parte del legislatore italiano nell'attuazione della direttiva, in particolare assumendo come modello l'attuale legislazione penale tedesca in materia di tutela dell'ambiente, alla quale si è del resto in gran parte ispirato lo stesso legislatore comunitario. Nel terzo capitolo di questo lavoro - che costituisce la parte più interessante per lo studioso italiano - l'autrice dà conto della normativa in questione, evidenziandone ostanti strutturali e ponendone in luce gli aspetti più problematici nella prassi giurisprudenziale.