ISSN 2039-1676


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16 novembre 2011 |

Il testo approvato dal parlamento europeo della nuova direttiva sugli abusi sessuali contro i minori e la pedopornografia

Una breve sintesi del testo della proposta di direttiva, così come modificato dal parlamento UE, in attesa della sua adozione definitiva da parte del Consiglio

Lo scorso 27 ottobre il Parlamento europeo in seduta plenaria (con 541 sì, 2 no e 31 astenuti) ha adottato la risoluzione sulla proposta di direttiva relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, che abroga (ed integra) la decisione quadro 2004/68/GAI[1].

Il nuovo testo, che include una serie di emendamenti adottati in Parlamento alla proposta presentata dalla Commissione lo scorso marzo, passa ora al Consiglio Ue che dovrebbe approvarlo entro la fine dell'anno (da quel momento i 27 Stati membri avranno due anni di tempo per darvi attuazione).

La proposta di direttiva, che combatte gli abusi, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia mira a stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in materia di abuso e sfruttamento sessuale dei minori, pornografia minorile e adescamento di minori per scopi sessuali, introducendo altresì disposizioni intese a rafforzare la prevenzione di tali reati e la protezione delle vittime.

Il nuovo provvedimento mira a rendere più facile il contrasto ai reati contro i minori, attraverso il ravvicinamento del diritto penale sostanziale degli Stati membri e delle norme procedurali. Esso permetterà, anzitutto, di contrastare la tendenza a scegliere di commettere il reato in quegli Stati membri che hanno norme meno severe; l'esistenza di definizioni comuni permetterà poi di promuovere lo scambio di dati e di esperienze comuni simili; infine, sarà agevolata la cooperazione internazionale[2].

Ecco, in estrema sintesi, le principali novità.

Per quanto concerne il diritto penale sostanziale in generale, si impone la criminalizzazione di un'ampia gamma di situazioni di abuso e sfruttamento sessuale in danno di minori non contemplate attualmente dalla normativa UE, tra cui le nuove forme di abuso e sfruttamento sessuale favorite dall'uso di strumenti informatici, quali l'adescamento dei minori on line ai fini di abuso (c.d. "grooming") e la visualizzazione di materiale pedopornografico tramite webcam o in Internet. Per interrompere la distribuzione di materiale pedopornografico in Internet, la proposta di direttiva richiede in particolare agli Stati membri di adottare le misure necessarie per assicurare la tempestiva rimozione delle pagine web che contengono o diffondono materiale pedopornografico ospitate nel loro territorio e di adoperarsi per ottenere la rimozione di tali pagine ospitate al di fuori del loro territorio o, quando questo non sia possibile, di bloccare l'accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale.

Un'altra importante novità concerne l'introduzione della definizione del reato di "turismo sessuale a danno dei minori", ossia lo sfruttamento sessuale di questi ultimi da parte di una o più persone che viaggiano dal loro ambiente abituale verso una destinazione all'estero in cui hanno contatti sessuali con minori; per combattere tale fenomeno le autorità nazionali potranno perseguire i propri cittadini che abusano di minori all'estero e organizzano viaggi a tale scopo e vigerà il divieto di pubblicizzare occasioni per abusi sessuali.

Una particolare aggravante è prevista quando gli abusi sui minori vengono compiuti da persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d'influenza su di loro (ad esempio familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini particolarmente vulnerabili (per dipendenze da alcol o droghe, o per disabilità fisiche o mentali).

Per quanto concerne le sanzioni, esse vengono accresciute per renderle effettive, proporzionate ed dissuasive; per determinare la gravità dei diversi reati e stabilire una sanzione che sia proporzionata, vengono considerati fattori specifici al fine di garantire una maggiore coerenza nelle classificazioni della gravità reati e ridurre così le differenze tra le legislazioni degli Stati membri. 

Sul fronte della prevenzione, sono introdotte modifiche intese a prevenire i casi di abuso e sfruttamento sessuale di minori mediante azioni incentrate sugli autori dei reati con precedenti penali per prevenirne la recidiva. Viene poi previsto che gli Stati membri adottino, anche tramite internet, azioni adeguate quali campagne d'informazione e sensibilizzazione, nonché programmi di ricerca ed istruzione, ove opportuno in cooperazione con le organizzazioni di riferimento della società civile e altri soggetti interessati, intese a sensibilizzare e a ridurre il rischio che i minori diventino vittime di abuso o sfruttamento sessuale.

La proposta si occupa anche di misure interdittive derivanti dalle condanne, prevedendo che gli Stati membri adottino le misure necessarie per assicurare che la persona fisica condannata per questi tipi di crimini sessuali sia interdetta, in via temporanea o permanente, almeno l'esercizio di attività professionali che comportano contatti diretti e regolari con minori, nonché per assicurare che i datori di lavoro, al momento dell'assunzione di una persona per attività professionali o attività volontarie organizzate che comportano contatti diretti e regolari con minori, abbiano il diritto di chiedere informazioni alle autorità giudiziarie su eventuali condanne per abusi sessuali sui minori.

Sono, inoltre, previste nuove disposizioni relative alla protezione delle  vittime (in senso ampio) per assicurare alle stesse assistenza e sostegno prima, durante e per un congruo periodo di tempo dopo la conclusione del procedimento penale. È previsto in particolare che gli Stati membri adottino le misure necessarie per garantire la protezione dei minori che segnalano casi di abuso nell'ambito del loro contesto familiare e che le misure necessarie per assicurare che l'assistenza e il sostegno alla vittima minorenne non siano subordinati alla sua volontà di cooperare nel quadro delle indagini, dell'azione penale o del processo.


[1] A livello UE, la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio costituisce un primo tentativo di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri affinché siano qualificate come reato le forme più gravi di abuso e sfruttamento sessuale di minori, sia esteso l'ambito di giurisdizione nazionale e assicurato un livello minimo di assistenza alle vittime. Anche se in generale le sue prescrizioni sono state attuate, la decisione quadro presenta diversi limiti: ravvicina le normative soltanto per quanto riguarda un numero limitato di reati, non si occupa delle nuove forme di abuso e sfruttamento che si avvalgono delle tecnologie informatiche, non elimina gli ostacoli all'azione penale al di fuori del territorio nazionale, non va incontro alle esigenze specifiche delle vittime né prevede misure adeguate per prevenire i reati.

[2] Secondo la proposta, la protezione efficace dei minori richiede l'intervento dell'Unione Europea, non potendo tale obiettivo essere conseguito in maniera sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale, né a livello regionale e locale, in quanto l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori hanno una rilevante dimensione transfrontaliera, in particolare nel caso della pedopornografia e del turismo sessuale. Inoltre, vi è la necessità di proteggere i minori in tutti gli Stati membri dagli autori del reato che possono provenire da un qualunque Stato membro, data la facilità degli spostamenti.

Per leggere il testo della proposta di direttiva clicca qui.