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27 settembre 2019 |

Per sempre dietro le sbarre? L'ergastolo ostativo nel dialogo tra le Corti

Venerdì 27 settembre (ore 10.30), presso l'Università degli Studi di Ferrara (aula magna Dipartimento di Giurisprudenza, Corso Ercole I d'Este n. 37) il gruppo di costituzionalisti del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Ateneo estense ha deciso di riprendere - rinnovandola - la tradizione dei Seminari "preventivi" ferraresi, con un incontro dal titolo "per sempre dietro le sbarre? L'ergastolo ostativo nel dialogo tra le Corti".

In data 22 ottobre 2019 è convocata l'udienza pubblica della Corte costituzionale per la discussione della quaestio promossa dalla Sezione I penale della Corte di Cassazione (ord. 20 dicembre 2018). Il giudice a quo pone il problema di legittimità del negato accesso al beneficio penitenziario del permesso premio per il condannato all'ergastolo che non abbia collaborato con la giustizia, benché il detenuto abbia sempre tenuto negli anni di reclusione un comportamento rispettoso del programma trattamentale. Ad essere impugnato è lart. 4-bis, comma 1, ord. penit., applicato al condannato per delitti commessi avvalendosi delle condizioni di cui all'art. 416-bis c.p. ovvero per agevolare le associazioni di stampo mafioso. I parametri che si assumono violati sono gli artt. 3 e 27, comma 3, Cost.

Arriverà alla Corte costituzionale anche un'altra quaestio, distinta ma non distante da quella già calendarizzata. A sollevarla è il Tribunale di Sorveglianza di Perugia (ord. 23-28 maggio 2019), che dubita della stessa disposizione legislativa in relazione agli stessi parametri, ma in un caso differente: qui, il condannato all'ergastolo è un vero e proprio affiliato alla criminalità organizzata.

Comune ai due atti di promovimento è il nodo costituzionale: la dubbia legittimità di una pena detentiva perpetua, riducibile solo attraverso una collaborazione esigibile ed utile con la gisutizia (ex art. 58-ter ord. penit.), in assenza della quale, precluso qualsiasi beneficio penitenziario e misura alternativa (liberazione condizionale compresa) e sterilizzati gli effetti  concreti dell'unico beneficio accessibile (gli sconti di pena a titolo di liberazione anticipata), l'ergastolo torna ad essere, de jure e de facto, un "fine pena: mai".

É il c.d. ergastolo ostativo, sul quale - nel frattempo - si è pronunciata per la prima volta, il 13 giugno scorso, la Prima Sezione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nel caso Viola c. Italia (N. 2). Il ricorso era stato promosso da un ergastolano ostativo cui i giudici italiani avevano negato l'accesso alla misura della liberazione condizionale in ragione della sua mancata collaborazione con la gisutizia, ritenuta possibile e rilevante nel caso di specie, e nonostante la sua reiterata professione di innocenza.

Nel condannare l'Italia, i giudici di Strasburgo hanno ritenuto eccessivamente limitata la prospettiva di scarcerazione attualmente a disposizione di un condannato all'ergastolo per uno dei reati di cui all'art- 4-bis, comma 1, ord. penit., valutando per questo la relativa pena come perpetua perché de facto non riducibile. Da qui l'accertata violazione del principio di dignità umana - desumibile dall'art. 3  CEDU - laddove il regime vigente restringe de jure alla sola ipotesi di collaborazione con la giustizia la possibilità per l'ergastolano ostativo di essere restituito alla società, obbedendo così ad una presunzione legale assoluta di pericolosità sociale e di mancato ravvedimento di cui la Corte EDU contesta la tenuta logico-giuridica.

In ragione dell'elevato numero di ricorsi - in atto e in potenza - pendenti a Strasburgo aventi ad oggetto la stessa problematica, i giudici europei invitano l'Italia a risolverne le cause strutturali, preferibilmente per via legislativa, attraverso una riforma del regime dell'ergastolo ostativo. Ma non mancano di fare riferimento anche alla quaestio già iscritta a ruolo a Palazzo della Consulta, come pure alla sua recente sent.  n. 149/2018, dove a propria volta la Corte costituzionale mette a valore la sentenza della Corte EDU Vinter c. Regno Unito, 9 luglio 2013, in tema di pena perpetua non riducibile.

La decisione della Prima Sezione della Corte EDU diventerà definitiva entro tre mesi dal suo deposito, se il governo italiano non ricorrerà contro di essa alla Grande Camera.

Il caso costituzionale prescelto, dunque, consente di porre al centro del seminario preventivo ferrarese una batteria di  quesiti - sul piano del diritto sostanziale, del processo costituzionale, delle tecniche di giudizio della Corte - riguardanti la pena perpetua più diffusa nel nostro ordinamento: il numero di ergastolani ostativi - alla data del 30 settembre 2016 - era di 1.216 su 1.678 condannati al carcere a vita, pari al 72,5% del totale (fonte DAP).

Il Seminario sarà introdotto dalle relazioni di Francesco Palazzo (Emerito di Diritto penale dell'Università di Firenze) e Vladimiro Zagrebelsky (già Giudice della Corte EDU, oggi Direttore di LDF-Laboratorio dei Diritti Fondamentali di Torino). Ad esse seguirà la discussione, franca e informale, caratterizzata da brevi (dunque numerosi) interventi di 7 minuti ciascuno.

Nel rinnovato sito www.amicuscuriae.it vengono veicolati tutti i documenti  pertinenti al tema dell'incontro. Saranno resi disponibili una comune traccia per la discussione e - a ridosso della data del seminario - i testi provvisori delle relazioni introduttive. I lavori del seminario saranno audio-video registrati, grazie alla collaborazione con Radio Radicale. Gli atti dell'incontro verranno posti nella disponibilità della Corte costituzionale in tempi utili per il suo giudizio, grazie alla sinergia con la rassegna online Forumcostituzionale.it

Il seminario, secondo tradizione, è aperto a tutti gli interessati. Dato il suo oggetto, rivolgiamo un particolare invito - oltre che ai colleghi costituzionalisti - agli studiosi della Corte di Strasburgo, agli studiosi del diritto e del processo penale, alle camere penali, ai magistrati della sorveglianza, ai garanti dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale.

Per partecipare al seminario, è possibile iscriversi con un apposito form presente nel sito www.amicuscuriae.it

Giuditta Brunelli - Anrea Pugiotto - Paolo Veronesi

Per ulteriori informazioni, si veda la locandina in allegato.

 

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