ISSN 2039-1676

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17 giugno 2011 |

Immigrazione: approvato un decreto legge per sanare il contrasto con la direttiva rimpatri

Tra le novità : prevista la sola pena della multa per i delitti di cui agli artt. 14, co. 5 ter e 5 quater t.u. imm., che vengono attribuiti alla competenza del giudice di pace

Il Consiglio dei Ministri di ieri, 16 giugno 2011, ha approvato un decreto legge in materia di immigrazione, che apporta significative modifiche alla disciplina amministrativa e penale in materia di espulsione degli extracomunitari dal territorio dello Stato, e rappresenta  la risposta del Governo italiano alla sentenza El Dridi della Corte di Giustizia UE, dello scorso mese di aprile.

Pubblichiamo in allegato, in attesa di conoscere il testo del decreto legge, una scheda di sintesi curata dal Ministero dell'Interno.

Tra le principali novità si segnalano:

a) il prolungamento fino a diciotto mesi del termine massimo di trattenimento degli immigrati nei C.I.E.;

b) il nuovo reato di violazione delle misure di garanzia idonee a evitare il rischio di fuga dello straniero dal C.I.E., punito con la multa da 3.000 a 18.000 euro e attribuito alla competenza del giudice di pace;

c) la riformulazione dei delitti di inosservanza dell'ordine di allontanamento, di cui all'art. 14, commi 5 ter e 5 quater t.u. imm. che, onde superare il contrasto con la Direttiva rimpatri, riconosciuto dalla sentenza El Dridi, vengono puniti con la sola pena pecuniaria della multa, sostituibile con l'espulsione da parte del giudice di pace, che diventa il giudice competente in relazione ai delitti medesimi;

d) la previsione di misure alternative al trattenimento nel Cie per lo straniero irregolare che non sia pericoloso, quali la consegna del passaporto o altro documento equipollente, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione presso gli uffici della forza pubblica. La violazione delle misure viene punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro (il reato è attribuito, anche in questo caso, alla competenza del giudice di pace).