ISSN 2039-1676

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5 aprile 2017 |

Il nullum crimen conteso: legalità 'costituzionale' vs. legalità 'convenzionale'?

Il presente contributo è in corso di pubblicazione in S. Tordini Cagli (a cura di), Il rapporto problematico tra giurisprudenza e legalità, Atti del convegno su “Giurisprudenza legalità e diritto penale” svoltosi presso l’Università degli Studi di Bologna il 5 novembre 2015, Bup Editore, Bologna, 2017. Si ringrazia la curatrice per averne concesso la pubblicazione anche in questa Rivista. Trattandosi di un contributo già accettato per la pubblicazione in quella sede, il lavoro non è stato sottoposto alla procedura di peer review prevista da questa Rivista.

 

Abstract. La recente riflessione dottrinale e giurisprudenziale ha scoperto una dimensione ‘convenzionale’ del nullum crimen, restituitaci dalla sempre più copiosa – ed incisiva – giurisprudenza della Corte di Strasburgo in materia di art. 7 CEDU, della quale l’assai discussa sentenza Contrada c. Italia rappresenta solo uno dei molti punti di emersione. Una dimensione, peraltro, che non manca di suscitare diffidenze presso gli interpreti italiani, e della quale si tende a sottolineare l’eterogeneità rispetto al principio di legalità in materia penale consacrato dalla nostra tradizione manualistica, ed ancorato all’art. 25, secondo comma, Cost. Questo contributo analizza in particolare i due profili di novità derivanti dall’elaborazione giurisprudenziale sull’art. 7 CEDU rappresentati, da un lato, dall’enucleazione di una nozione di “materia penale” affidata a criteri sostanziali piuttosto che formali, e – dall’altro – dall’irruzione del criterio della prevedibilità dell’applicazione della norma penale per il suo destinatario quale architrave dello stesso giudizio di legalità convenzionale; e mira a dimostrare come entrambi questi profili, lungi dal porsi come antinomici rispetto al patrimonio di tutele consegnatoci dalla tradizione interpretativa nazionale sulla legalità penale, ne arricchiscano invece il contenuto, in un un’ottica di potenziamento del contenuto delle garanzie dell’individuo di fronte alla potestà punitiva statale.

 

SOMMARIO: 1. Introduzione. – 2. Il campo di applicazione della legalità penale: il concetto di matière pénale nella giurisprudenza della Corte EDU e le sue ripercussioni nell’ordinamento italiano. – 3. Riserva di legge vs. qualità della legge: due concezioni davvero antinomiche? – 4. Un paio di questioni aperte: a) tutela penale come ultima ratio ed estensione garantistica della ‘materia penale’. Una contraddizione latente? – 5. (Segue): b) che significa prevedibilità della condanna penale? – 6. Osservazioni conclusive.