ISSN 2039-1676

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23 dicembre 2016 |

La tutela del mercato finanziario tra normativa comunitaria, ne bis in idem e legislazione interna

Nota a Trib. di Milano, Sez. I Penale, ord. 6 dicembre 2016, Pres. Fazio, Giud. Curami e De Luca

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo su una pronuncia di merito che costituisce una primissima ricaduta interna della sentenza A e B c. Norvegia (già pubblicata sulla nostra Rivista con nota in prima lettura di F. Viganò), con cui la Grande Camera della Corte EDU ha rivisto la propria precedente giurisprudenza in materia di ne bis in idem e 'doppio binario' sanzionatorio, giungendo a esiti che appaiono oggi difficilmente compatibili con quelli cui era perventua l'ormai notissima sentenza Grande Stevens c. Italia in materia di abusi di mercato.

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SOMMARIO: 1. Il caso in esame. – 2. L’insostenibile “pesantezza” del sistema punitivo italiano in materia di market abuse. – 3. Il caso Grande Stevens c. Italia. – 4. L’impulso alla riforma da parte del legislatore europeo e la perdurante inerzia del legislatore nazionale. – 5. Un quadro ancora in attesa di definizione: Corte Costituzionale n. 102/2016. – 6. La tesi dell’applicazione diretta dell’art. 50 CDFUE. – 7. L’irrompere del criterio della sufficiente connessione sostanziale e temporale. – 8. Sufficiente connessione sostanziale e temporale e doppio binario in materia di manipolazione del mercato. – 9. L’indeterminatezza dei parametri forniti dalla Grande Camera – 10. La necessità di un intervento legislativo.