ISSN 2039-1676

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28 novembre 2016

Pubblicata la relazione semestrale aggiornata al 31 marzo 2016 sui dati relativi ai beni sequestrati o confiscati

Per leggere il testo della Relazione semestrale, clicca in alto su "visualizza allegato".

 

Segnaliamo ai lettori che è stata di recente pubblicata, sul sito della Camera, la relazione semestrale sulla consistenza, destinazione e utilizzo dei beni sequestrati o confiscati e sullo stato dei procedimenti di sequestro o confisca, aggiornata al 31 marzo 2016, trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 19 settembre 2016 e pervenuta alla Camera dei deputati il 28 settembre 2016 ai sensi dell’art. 49, comma 1, d.lgs. 159/2011 (Codice antimafia).

 

L’articolo 49, comma 1, pone, infatti, a carico del governo l’onere di trasmettere al Parlamento – ogni sei mesi – una relazione, che viene predisposta dal Ministero della Giustizia, concernente:

1) i dati relativi ai beni sequestrati e confiscati;

2) i dati concernenti lo stato dei procedimenti di sequestro o confisca;

3) i dati concernenti la consistenza, la destinazione e la utilizzazione dei beni sequestrati.

Tale norma riproduce il contenuto dell’articolo 2-duodecies, comma 4, introdotto dalla legge 109/1996 nel testo della L. 575/1965, che già poneva a carico del governo l’obbligo di relazionare semestralmente al Parlamento circa i dati raccolti nell’espletamento dell’attività di monitoraggio in tema di sequestri e confische svolta dal Ministero della Giustizia.

 

Quanto alle modalità di raccolta di tali dati, il comma 1 dell’art. 49 del Codice antimafia prescrive che venga a tal fine adottato un regolamento, con decreto del Ministro della giustizia (di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, d’interno e della difesa). Tuttavia, dopo l’entrata in vigore del Codice Antimafia, non è stato adottato un nuovo regolamento, sì che la raccolta dei dati, come peraltro espressamente indicato nella premessa della relazione, viene effettuata ancora secondo le modalità prescritte dal regolamento adottato con decreto ministeriale del 24 febbraio 1997, n. 73 (pubblicato in G.U. il 28 marzo 1997).

In particolare, quanto alle modalità di raccolta dei dati, vale la pena ricordare che:

1) tali dati vengono raccolti presso: le cancellerie e le segreterie degli uffici giudiziari interessati; gli uffici del registro, la direzione centrale del demanio del Ministero delle finanze e gli uffici del territorio, ovvero, ove questi ultimi non siano istituiti, le sezioni staccate del demanio; le prefetture; le questure; i comuni, per poi essere trasmessi al Ministero della giustizia;

2) a partire dal 2008 tutte le informazioni relative ai beni sequestrati e confiscati sono state inserite in una banca dati centralizzata (SIPPI);

3) tale banca dati consente l'accesso agli uffici centrali e periferici del Ministero della giustizia e collega tutte le amministrazioni centrali e periferiche coinvolte nei procedimenti, e in particolare: il Ministero dell’interno; il Ministero dell'economia e delle finanze; l'Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati (ANBSC); le prefetture; i comuni;

4) l’attuale classificazione dei beni, ai fini dell’inserimento dei relativi dati nel SIPPE, è basata su tre livelli gerarchici – tipologia, categoria e sottocategoria – e le tipologie individuate sono: beni immobili, beni mobili, beni mobili registrati, beni finanziari e aziende.

 

Confidando di poter ospitare sulle pagine della nostra Rivista un’analisi più approfondita dei dati raccolti e rinviando al contenuto dell’ampia relazione per la loro conoscenza, ci limitiamo a segnalare come quest’ultima si componga:

a) di una breve introduzione, che esplicita le modalità di rilevamento dei dati, i criteri utilizzati per la loro elaborazione, il funzionamento della banca dati SIPPE e le modalità di classificazione dei beni oggetto di sequestro o confisca; e che fornisce qualche informazione preliminare sul nuovo sistema informativo telematico delle misure di prevenzione (SIT.MP) – ancora in fase di ultimazione – destinato a sostituire l’attuale banca dati;

b) di un commento ai dati statistici oggetto di rilevazione: in particolare, la relazione confronta i dati rilevati nel corso dell’ultimo anno con quelli oggetto di rilevazione negli anni precedenti, così consentendo al lettore di comparare e contestualizzare – su larga scala – il nudo dato numerico oltreché effettuarne una valutazione prospettica;

c) di 21 tabelle allegate – il cui sommario è a pag. 39 – che fotografano i dati raccolti sulla base dei parametri di volta in volta utilizzati: anche in tale caso, la relazione si premura di fornire i dati relativi agli anni precedenti così fornendo all’osservatore un’ampia e dettagliata visione d’insieme. (Serena Santini)