ISSN 2039-1676

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14 dicembre 2015 |

Guido Galli e Corrado Stajano 'laureati benemeriti' in Giurisprudenza - Università  Statale di Milano

Intervento introduttivo alla cerimonia dell'11.12.2015 e registrazione audio integrale dell'evento

Pubblichiamo di seguito il testo dell'intervento introduttivo del Prof. Gian Luigi Gatta alla cerimonia con la quale venerdì scorso, 11 dicembre 2015, l'Algiusmi (Associazione dei laureati in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano) ha conferito al giudice Guido Galli (in memoria) e allo scrittore e giornalista Corrado Stajano l'annuale premio 'laureato benemerito'. La cerimonia, segnalata nei giorni scorsi dalla nostra Rivista, si è svolta nella splendida cornice di una sala dell'Ateneo milanese gremita dal pubblico e con l'intervento di autorevoli esponenti della magistratura, dell'avvocatura, dell'accademia e del giornalismo. La registrazione audio integrale dell'evento, con possibilità di ascoltare i singoli interventi, è stata realizzata da Radio radicale ed è disponibile liberamente (unitamente all'elenco degli interventi) cliccando qui

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1. Guido Galli e Corrado Stajano, nei primi anni cinquanta, in un'Italia che si sta risollevando dal Dopoguerra, sono due ventenni - lombardi entrambi, uno nato a Bergamo e l'altro a Cremona -, quasi coetanei. Stajano è di poco più anziano di Galli (di quasi due anni).

Si iscrivono alla nostra Facoltà di Giurisprudenza quando questa ha trent'anni di vita (la fondazione risale al 1924) ed è appena approdata nell'attuale e ormai storica sede di Via Festa del Perdono. Frequentano le lezioni di alcuni dei grandi maestri del diritto che hanno insegnato nella nostra Facoltà, nei suoi novant'anni di vita. Lo ricorda Stajano, nelle pagine iniziali di un suo bel libro - "La città degli untori", pubblicato da Garzanti nel 2009 e vincitore del premio Bagutta. Quei Maestri portano nomi come quelli di Aurelio Candian (diritto privato), Francesco Messineo (diritto civile), Cesare Grassetti (diritto del lavoro), Giacomo Delitala (diritto penale), Nicola Jaeger (procedura civile; con il quale discuterà la tesi di laurea Guido Galli), Giandomenico Pisapia (Procedura penale) e Renato Treves (Filosofia del diritto).

Dopo gli studi comuni e la laurea (di Galli 'processualcivilista' ho detto; Stajano discute invece una tesi in storia del diritto italiano) i nostri due festeggiati percorrono in modo mirabile strade diverse.

Galli resta legato al mondo del diritto e della giustizia: diventerà come è noto magistrato e docente universitario: assistente volontario di procedura penale a Modena, dal 1963, e poi docente di Criminologia a Milano, dal 1976. Diventerà un maestro per più di una generazione di magistrati e di docenti universitari, alcuni dei quali oggi presenti. Galli entra in magistratura nel 1959 - lo stesso anno in cui si sposa con la moglie Bianca Berizzi, scomparsa pochi giorni fa, che ricordiamo tutti con grande commozione (sarebbe dovuta essere con noi, orgogliosa, ancora una volta, di poter dire di essere la moglie di Guido Galli). Si forma in modo completo rivestendo le diverse funzioni di pubblico ministero e di giudice, della Pretura e del Tribunale, oltre che di giudice istruttore (sarà per sempre ricordato come "il giudice istruttore Guido Galli"). Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un magistrato esemplare.

Stajano non intraprende invece una delle tradizionali professioni giuridiche. Lascia alle sue spalle il mondo del diritto, che aveva frequentato nelle aule e nei corridoi di via festa del Perdono. Stajano ama scrivere, più di ogni cosa, e fa di tutto per scrivere. Inizia a bussare a porte e suonare a campanelli, trovando quelli giusti. Lasciati i maestri del diritto incontra quelli della letteratura e del giornalismo: lavora come lettore con Elio Vittorini, per la collana einaudiana "I gettoni", e poi con Mario Pannunzio, a Il Mondo.  Lavorerà poi ne Il Giorno di Italo Pietra, ne L'Unità di Furio Colombo, e al "Corriere della Sera" dove scrive da una ventina d'anni. Ha anche lavorato per la Rai, come autore e coautore di documentari di argomento storico- politico. Stajano - che negli anni novanta è stato senatore, eletto come indipendente nelle liste del PDS, facendo parte della Commissione giustizia e della Commissione parlamentare antimafia - è anche e forse soprattutto uno scrittore, e che scrittore: pubblica numerosi libri. Tra questi: con Einaudi, "Il sovversivo" (1975); "Africo" (1979, ripubblicato ora dal Saggiatore); "L'Italia nichilista (1982); "Un eroe borghese" (1991), da cui fu tratto il film omonimo, sull'avv. Giorgio Ambrosoli; "Il disordine" (1993). Con Garzanti, "Promemoria (1997, Premio Viareggio); "Patrie smarrite" (2001); "Maestri e infedeli" (2008); "La città degli untori" (2009, Premio Bagutta), "La stanza dei fantasmi" (2013). Con Archinto: "Destini" (2014).

 

2. C'è un filo che lega le figure di Guido Galli e Corrado Stajano; un filo che Algiusmi ha idealmente annodato scegliendo, oggi, di premiare insieme i due laureati benemeriti della nostra Facoltà di Giurisprudenza.

Guido Galli e Corrado Stajano, due ex studenti della nostra Facoltà, pur in modo diverso si sono distinti per il profondo valore civile del loro impegno professionale.

Guido Galli, giudice istruttore impegnato nella repressione del terrorismo di matrice politica degli anni settanta, ha perso la vita a causa del suo lavoro, svolto in modo encomiabile nell'interesse della società: il 19 marzo del 1980, trentacinque anni fa, una mano armata lo ha fatto cadere vittima del terrorismo. E lo ha fatto - lo ricordo ai più giovani - in un corridoio della nostra Facoltà, mentre Galli si recava a fare lezione, senza lo toga, lasciata a pochi passi, a palazzo di giustizia, ma con il codice in mano. Quel codice che ancora oggi io e i miei colleghi di facoltà portiamo sotto braccio nello stesso corridoio (dove si trova l'aula 309, dedicata a Guido Galli), in un'Italia che, anche grazie al lavoro e all'esempio, alla lezione di Galli, ha superato gli anni di piombo e, purtroppo, si trova oggi a fronteggiare, con l'Europa e il mondo interno, il dramma e la complessità dei nuovi terrorismi. Per contrastarli occorrono senz'altro uomini preparati, intelligenti, onesti, dediti al lavoro e valorosi, come Guido Galli. A lui è dedicata - assieme a Emilio Alessandrini, altro magistrato vittima del terrorismo - l'aula magna del palazzo di giustizia di Milano; a lui è dedicata, come ho ricordato, l'aula 309 nella nostra Facoltà; a lui è dedicata da qualche anno una scuola elementare in viale Romagna, a Milano. Da oggi il suo nome si iscrive tra quello dei laureati benemeriti della nostra Facoltà.

Corrado Stajano è stato definito, in modo assai felice, come un appassionato 'scrittore civile'. I suoi libri hanno uno stile inconfondibile: è inventore di un genere che mescola narrazione, inchiesta, analisi saggistica, documenti, memorie. Un genere che rivela capacità di ricerca e di analisi pressoché scientifiche, accompagnate da una mirabile capacità espositiva. Stajano sa fare, come pochi, quel che secondo il mio Maestro, Giorgio Marinucci (allievo di Giacomo Delitala), si deve fare quando si scrive: prendere per mano il lettore e accompagnarlo tra le pagine di un'esperienza - la lettura - che deve catturare l'interesse e risultare in qualche modo piacevole (altrimenti i libri si chiudono e si ripongono). Stajano è autore di libri attraversati dai temi del diritto e della giustizia, sui quali si è formato in età giovanile nella nostra Facoltà. Dal terrorismo alla criminalità organizzata, al malaffare nella gestione della cosa pubblica e della finanza. E' autore di un celebre libro che ho già ricordato, sulla figura dell'avv. Giorgio Ambrosoli, l'"eroe borghese", ed è autore - qui il filo di cui parlavo si riannoda - di un bellissimo libro su Milano (La città degli untori), che è anche un libro su Guido Galli: un altro involontario eroe del suo tempo; un compagno di studi mai incontrato che Stajano, da vero studioso, mostra di conoscere benissimo e ha il merito - tra gli altri - di aver contribuito col suo libro a far conoscere ancora di più.

 

3. Oggi Guido Galli e Corrado Stajano sono riconosciuti come 'laureati benemeriti' della nostra Facoltà, che si onora di annoverare tra i propri ex studenti uomini così valorosi; figure che devono rappresentare un modello per gli studenti e i giovani laureati di oggi, a partire dai meritevoli premiati oggi da Algiusmi, insieme agli illustri 'benemeriti'. L'augurio che noi tutti vi facciamo, ragazzi, è di essere un domani benemeriti anche voi, nella vita e nel lavoro, per il vostro impegno civile.