ISSN 2039-1676

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17 giugno 2013 |

Dolo eventuale e colpa cosciente al banco di prova della casistica

Analisi e critica della giurisprudenza in materia

Il presente contributo è ora pubblicato anche nel n. 3/2013 della nostra Rivista trimestrale. Clicca qui per accedervi.

Ricordiamo che in vista della pubblicazione è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

La distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente - un tema di sempre nella riflessione penalistica - continua sorprendentemente ad essere all'ordine del giorno della giurisprudenza, come dimostrano le peristenti oscillazioni delle soluzioni nei settori di vita degli incidenti stradali causati da condotte di guida temeraria e degli infortuni sul lavoro e/o delle malattie professionali (si pensi agli emblematici casi Eternit e Thyssen, quest'ultimo oggetto di un commento a caldo a firma di Roberto Bartoli pubblicato oggi stesso sulla nostra Rivista: clicca qui per accedervi). Diritto penale contemporaneo ha, del resto, dedicato a questo tema una speciale attenzione sin dalla propria nascita, come dimostra la nutrita lista di decisioni giurisprudenziali e contributi dottrinali che compare nella colonna di destra di questa pagina; e ciò in coerenza con quella che sin dall'inizio abbiamo inteso come la speciale 'mission' della nostra Rivista, che mira a calare i risultati più maturi della riflessione dottrinale nel banco di prova della casistica applicativa, con cui quotidianamente si confronta la giurisprudenza.

Questo denso contributo svolge una paziente e accuratissima review delle sentenze edite degli ultimi quindici anni in materia, mostrando come - al di là dell'apparente uniformità delle formule teoriche utilizzate - nella giurisprudenza italiana si confrontino in realtà due modi profondamente diversi di intendere il dolo eventuale: l'uno, prevalente, che si accontenta di fatto della prova della previsione (attuale) della possibile verificazione del'evento in capo all'agente; l'altro, minoritario, che esige invece un quid pluris rispetto a tale previsione, rappresentato da un almeno rudimentale bilanciamento tra i benefici che l'agente si propone di ottenere mediante il compimento dell'azione e i possibili pregiudizi connessi alla verificazione dell'evento penalmente rilevante. Così evidenziato questo contrasto giurisprudenziale (ancora latente, e del quale probabilmente la stessa giurisprudenza di legittimità non è neppure consapevole), e rilevato come il secondo secondo orientamento sia l'unico che riesca a dare un senso al pur indispensabile elemento volitivo che, ai sensi dell'art. 43 c.p., deve connotare anche il dolo eventuale, l'autore propone una serie di criteri operativi destinati ad orientare il giudice, nel caso concreto, nella valutazione relativa alla sussistenza del dolo eventuale: con un'attenzione costante all'esigenza, spesso dimenticata dalla dottrina, che le costruzioni teoriche proposte dalla dottrina siano suscettibili di prova nel processo penale, sulla base delle evidenze normalmente disponibili rispetto ai singoli settori di vita che vengono di volta in volta in considerazione.

Per una analisi e riflessione critica sulla distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente nella giurisprudenza in materia di circolazione stradale e di incidenti sul lavoro, si consenta qui anche il rinvio a F. Viganò, Il dolo eventuale nella giurisprudenza più recente, in Il libro dell'anno Treccani 2013. (F.V.)

 

In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo - Rivista trimestrale il presente contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

 

SOMMARIO: 1. Premessa generale - 1.1. Premessa metodologica - 2. L'elaborazione teorica del dolo eventuale e della colpa cosciente nella giurisprudenza - 2.1. Il dolo eventuale come mera previsione dell'evento possibile - 2.2. Orientamenti minoritari: in particolare, il dolo eventuale come risultato di un bilanciamento - 2.3. Prime conclusioni - 3. La distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente nella prassi applicativa - 3.1. Dolo eventuale e colpa cosciente nel caso di omicidio o lesione personale cagionati mediante l'impiego di mezzi di per sé atti a offendere - 3.2. Dolo eventuale e colpa cosciente nei casi di omicidio o lesione personale cagionati mediante trasmissione del virus HIV - 3.3. Dolo eventuale e colpa cosciente nei casi di omicidio o lesione personale cagionati da condotte di guida "spericolate" - 3.4. Dolo eventuale e colpa cosciente in altre aree d'illecito - 3.5. Uno sguardo d'insieme - 4. Osservazioni critiche - 4.1. La teoria del dolo eventuale come mera previsione dell'evento possibile. Critica - 4.2.1. La teoria del dolo eventuale come risultato di un bilanciamento. Apprezzamento... - 4.2.2. ... e banco di prova della prassi. In particolare, alcune riflessioni intorno allo scopo perseguito dall'agente... - 4.2.3. ... e il suo rapporto con l'evento lesivo. - 4.2.4. Infine, un'ultima precisazione. - 5. Conclusioni.