ISSN 2039-1676

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14 giugno 2016

Un nuovo processo in diretta: il processo al polo chimico di Spinetta Marengo

Cronologia del procedimento, aggiornata al 6 giugno 2016 (deposito della sentenza di primo grado)

Con l'autorizzazione del Presidente della Corte d'Assise di Alessandria, che ringraziamo, pubblichiamo i verbali d'udienza del processo che si sta svolgendo avanti a quella Corte, e di cui qui di seguito si forniscono le coordinate essenziali (alle singole trascrizioni d'udienza si potrà accedere cliccando sugli appositi link in corrispondenza della relativa data). L'eccezionale interesse di questo processo per gli osservatori del diritto penale vivente deriva essenzialmente dalla inusuale gravità dell'imputazione elevata a carico dei responsabili dell'attività produttiva svolta nello stabilimento di Spinetta Marengo, accusati tra l'altro del delitto di avvelenamento doloso di acque (art. 439 c.p.): un delitto procedibile avanti alla Corte d'Assise, appunto, che comporta - nell'ipotesi in cui, come nel caso di specie, dal fatto non derivi la morte di alcuno - la reclusione da quindici a ventiquattro anni (F.V.)

 

Origine del processo

Il processo al Polo chimico di Spinetta Marengo, attualmente pendente di fronte alla Corte d'Assise di Alessandria, nasce a maggio del 2008, quando l'Arpa segnala alla Procura di Alessandria di aver rinvenuto nelle acque di falda sottostanti un ex zuccherificio sito a 2 km dal sito industriale la presenza di sostanze inquinanti verosimilmente riconducibili alle attività produttive del polo chimico. Gli odierni imputati sono gli amministratori delegati e l'alta dirigenza di due società, Ausimont e Solvay, che nel tempo si sono succedute nella gestione dello stabilimento di Spinetta Marengo.

 

L'imputazione

L'imputazione formulata dal PM si compone di due diversi capi.

Al primo capo, il PM sostiene che l'acqua della falda sottostante lo stabilimento di  Spinetta Marengo, e le aree limitrofe sia avvelenata dalla presenza di varie sostanze chimiche, in particolare cromo esavalente e clorurati. La contaminazione di tale falda avrebbe rappresentato un pericolo per le persone, in quanto - sempre secondo il PM - dalla falda sottostante l'area interna ed esterna al sito industriale sarebbe stata, nel tempo, attinta e distribuita acqua per uso potabile ai lavoratori del sito e per uso domestico e agricolo ad alcuni abitanti della zona di Spinetta Marengo, nonché attinta acqua dallo stesso acquedotto che rifornisce la città di Alessandria.

In particolare, il PM accusa tutti gli imputati di aver consapevolmente contribuito all'avvelenamento dell'acqua della falda, innanzitutto, omettendo di effettuare la manutenzione degli impianti, dunque omettendo di eliminare le perdite di acqua che avrebbero determinato un innalzamento della falda sotterranea e il conseguente dilavamento dei terreni contaminati dalle discariche; in secondo luogo, omettendo di comunicare agli enti competenti la presenza, sul sito, di discariche abusive contenenti rifiuti tossico nocivi e la contaminazione della falda sotterranea; in terzo luogo, omettendo di realizzare opere atte a confinare, eliminare o quanto meno ridurre l'inquinamento della falda; infine, continuando a somministrare a lavoratori e cittadini acqua avvelenata.

Per tali fatti, il PM contesta, al primo capo di imputazione, a tutti gli imputati la commissione del delitto di avvelenamento doloso (art. 439 c.p.).

Al secondo capo di imputazione, il PM accusa gli imputati di aver vanificato il procedimento per la bonifica dell'area industriale di Spinetta Marengo, in corso davanti alla CdS. Secondo il PM, infatti, gli imputati avrebbero volontariamente omesso di informare gli enti della Conferenza dei Servizi dell'esistenza di un anomalo innalzamento dei livelli della falda sotterranea (cd. 'alto piezometrico'); dell'esistenza di discariche contenenti rifiuti pericolosi; della contaminazione degli strati più profondi della falda sotterranea.

Per tali fatti, il PM contesta a tutti gli imputati la commissione della contravvenzione di omessa bonifica (art. 257 D.lgs. 152/06).

 

Lo stato del procedimento

Attualmente è in corso l'istruttoria dibattimentale e, in particolare, l'esame dei testimoni del PM.

All'udienza del 17 aprile 2013 è stato ascoltato il primo teste, Alberto Maffiotti, direttore di ARPA Alessandria.

L'esame del PM è proseguito durante l'udienza del 24 aprile 2013, seguito dal controesame delle difese delle parti civili e dagli imputati. 

Maffiotti è stato congedato all'udienza del 6 maggio 2013, all'esito del riesame del PM. L'udienza è proseguita con l'audizione del teste Francesco Ammirata, comandante del NOE di Alessandria all'epoca dei fatti.

Nel corso dell'udienza del 13 maggio 2013, Ammirata è stato sentito dalle difese delle parti civili e degli imputati e, a seguire, hanno reso la propria testimonianza l'ex dipendente della società Pietro Mancini, l'ing. Caterina Di Carlo e la dott.ssa Valeria Giunta, entrambe attualmente dipendenti della Solvay.

Durante l'udienza del 22 maggio 2013, su eccezione sollevata dalla difesa Solvay, la Corte ha disposto che la dott.ssa Chiara Cattaruzza, indicata dal pm quale teste successivo, sia sentita in qualità di imputato in procedimento connesso ai sensi dell'art. 210 comma 1 c.p.p. e ha rinviato per l'esame all'udienza successiva.

L'udienza del 27 maggio 2013 è stata interamente dedicata all'esame e controesame della dott.ssa Cattaruzza, quale dipendente della società Hpc Envirotec/Ensr Italia all'epoca dei fatti.

In data 3 giugno 2013, la Corte ha ascoltato le dichiarazioni rese dai testi Daniele Paolo Susanni, Aldo Trezzi e Valentina Frisone, e ha altresì stabilito che il teste Pietro Alemani venga sentito nel corso dell'udienza successiva  con le forme previste dall'art. 210 comma 1 c.p.p.

Nel corso dell'udienza del 12 giugno 2013 la Corte ha ascoltato le dichiarazioni rese dai testi Pietro Alemani, ex dipendente della società Ensr Italia, Paolo Bobbio, rappresentante della Provincia nell'ambito della Conferenza dei Servizi, Sergio Ardiani, all'epoca dei fatti titolare di un'azienda agricola in Spinetta Marengo, e Casimiro Pace, ex dipendente della Solvay.

All'udienza del 17 giugno 2013 sono stati sentiti, in qualità di testi del pubblico ministero, l'epidemiologo Ennio Cadum, il geologo Fabio Colombo e il dipendente Solvay Marco Contino.

Durante l'udienza del 17 luglio 2013 hanno reso le proprie dichiarazioni i testi Giuseppe Dezzani, consulente informatico del pm, Pier Franco Robotti, dipendente del Comune di Alessandria, Maria Antonietta Brezzi, responsabile di Asl Alessandria, e i consulenti ambientali di Montedison Antonio Di Molfetta e Mauro Molinari.

In data 4 novembre 2013 si è svolta la prima udienza dedicata all'esame dei testi degli imputati. In particolare, all'udienza sono stati ascoltati i testi Mario Roldi, Piergiorgio Pasquin, Giuseppe Fugazza, Ermanno Manfrin, Massimo Ambanelli, Oscarino Corti, Pio De Iorio e Giuseppe Astarita.

All'udienza del 13 novembre 2013 la Corte ha ascoltato le deposizioni dei testi Stefano Bigini, Marco Calatarci e Luigi Toninelli.

All'udienza del 20 novembre 2013 l'esame dei testi degli imputati è proseguito con l'audizione dei testi Francesco Vicidomini, Piero Rossanigo e Giuseppina Pavese.

Nel corso dell'udienza del 25 novembre 2013 la Corte ha ascoltato le dichiarazioni rese dai testi Patrizio Lodone, Oreste Rossi, Fausto Boveri e Luigi Inverso.

All'udienza del 4 dicembre 2013 la Corte ha ascoltato le dichiarazioni dell'ultimo teste degli imputati, Alessandro Cebrero, e della teste di parte civile Franca Savoldelli; l'udienza è proseguita con l'audizione del prof. Giorgio Gilli e del dott. Pierfrancesco Aspes, consulenti tecnici del pubblico ministero.

L'udienza del 9 dicembre 2013 è stata interamente dedicata all'esame dei consulenti tecnici del pubblico ministero (il biologo Adriano Fiorucci e l'ingegnere Ilaria Butera) e della parte civile (Prof. Giancarlo Ugazio).

In data 22 gennaio 2014 sono stati sentiti il geologo Fulvio Barladi, l'ingegnere Bruno Thieme e il biologo Luigi Mara, consulenti della parte civile; è stata poi la volta dell'audizione del primo consulente della difesa degli imputati, la dott.ssa Patrizia Trefiletti.

Le udienze del 29 gennaio, del 10 febbraio,  del 19 febbraio e del 26 febbraio 2014 sono state dedicate all'esame e al controesame dei consulenti della difesa: sono stati sentiti il Prof. Vicenzo Francani, il Dott. Fabio Colombo, l'Ing. Francesco Messineo, la Dott.ssa Patrizia Trefiletti, il Dott. Tommaso Dragani e l'Ing. Carlo Zocchetti.

Alle udienze del 3 marzo, del 10 marzo del 19 marzo e del 26 marzo 2014, è proseguita l'audizione dei consulenti della difesa con l'esame e il controesame del prof. Pierluigi Nicotera, del Dott. Andrea Alessandro Del Frate, del Prof. Pietro Bruno Celico e dell'Ing. Maurizio Onofrio.

Durante l'udienza del 2 aprile 2014 la Corte ha ascoltato le dichiarazioni dell'ultimo consulente della difesa, il Prof. Luigi Prosperetti.

All'udienza del 7 aprile 2014 è iniziato l'esame delle parti civili, il quale è proseguito anche nel corso delle successive udienze del 16 aprile e del 5 maggio 2014.

Terminata l'istruttoria dibattimentale, alle udienze dell'11 giugno e del 25 giugno 2014 la Corte ha ascoltato la requisitoria del pubblico ministero Dott. Riccardo Ghio.

All'udienza del 16 luglio 2014 il pubblico ministero ha terminato la requisitoria, e le parti civili hanno rassegnato le proprie conclusioni.

L'udienza del 22 settembre 2014 è stata dedicata alle conclusioni della difesa degli imputati Ausimont: La Corte ha ascoltato la discussione dell'Avv. Accinni per l'imputato Cogliati, e dell'Avv. Baccaredda Boy per la posizione di Tommasi.

All'udienza del 6 ottobre 2014 è terminata la discussione degli Avv.ti Baccaredda Boy e De Luca per l'imputato Tommasi, cui hanno fatto seguito le conclusioni del difensore dell'imputato Cogliati, Avv. Sassi.

La discussione dell'Avv. Sassi è terminata alla successiva udienza del 27 ottobre 2014, durante la quale hanno illustrato le proprie conclusioni gli Avv.ti Alecci e Centonze, difensori dell'imputato Boncoraglio.

All'udienza del 10 novembre 2014 ha la parola è passata alla difesa degli imputati Solvay, e la Corte ha ascoltato la dicussione del Prof. Pulitanò per la posizione dell'imputato de Laguiche.

L'udienza del 17 novembre 2014 è stata dedicata alla discussione dell'Avv. Santamaria per gli imputati Carimati e Joris.

Con l'arringa dell'Avv. Bolognesi, all'udienza del 24 novembre 2014 è terminata la discussione della difesa dell'imputato Carimati.

All'udienza del 1 dicembre 2014 sono terminate le conclusioni degli imputati: la Corte ha ascoltato la discussione dell'Avv. Dinoia per l'imputato Joris, dell'Avv. Fanari per l'imputato Canti e, infine, dell'Avv. Cammarata per la posizione di Guarracino.

All'udienza del 15 dicembre 2014 hanno concluso anche i responsabili civili Edison e Solvay.

Alla successiva udienza del 20 aprile 2015, la Corte ha ascoltato le repliche del pubblico ministero e della parte civile.

All'udienza del 25 maggio 2015 si sono svolte le repliche del responsabile civile Solvay e delle difese degli imputati Tommasi, Boncoraglio e Cogliati.

All'udienza dell'8 giugno 2015, che si è aperta con le repliche del responsabile civile Edison, hanno poi replicato i difensori degli imputati Solvay Joris, Delaguiche e Carimati.

La successiva udienza del 29 giugno 2015 è stata dedicata alla conclusione delle repliche delle difese Carimati e Joris.

Nel corso dell'udienza del 21 settembre 2015 si sono svolte le repliche della difesa Guarracino.

In data 14 dicembre 2015, a seguito di rinuncia alle repliche da parte la difesa Canti, la Corte d'Assise, al termine di una lunga camera di consiglio, ha dato lettura del dispositivo della sentenza con cui ha riconosciuto la penale responsabilità degli imputati Boncoraglio, Guarracino, Carimati e Canti per disastro colposo, così riqualificando l'imputazione originaria di avvelenamento doloso; in relazione alla medesima condotta di disastro, ha invece assolto gli imputati Cogliati, De Laguiche e Joris (per non aver commesso il fatto) e l'imputato Tommasi (per essere il reato estinto a seguito di prescrizione).

La Corte ha inoltre riconosciuto l'insussistenza del reato di omessa bonifica e ha conseguentemente prosciolto tutti gli imputati dalla relativa imputazione.

Infine, la Corte ha condannato gli imputati Boncoraglio, Guarracino, Carimati e Canti, in solido tra loro e (gli ultimi tre) anche con il responsabile civile Solvay Specialty Polymers Italy s.p.a., al risarcimento del danno in favore di alcune parti civili costituite.

Le motivazioni sono state depositate in data 6 giugno 2016.