1. Le ciminiere cui abbiamo dedicato la copertina di questo primo numero del 2013 (e al quale può accedersi semplicemente cliccando sull'icona che compare nella colonna di sinistra di questa pagina) evocano, com'è agevole intuire, la complessa vicenda del procedimento penale che concerne l'Ilva di Taranto, a proposito della quale la Corte costituzionale si dovrà esprimere in esito all'ormai imminente udienza del prossimo 9 aprile. Diritto penale contemporaneo ha riservato particolare attenzione allo snodo della vicenda rappresentato dall'emanazione del decreto legge 3 dicembre 2012, n. 207, poi convertito con modificazioni nella legge 24 dicembre 2012, n. 231 ("Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale"): interventi normativi oggetto di due ricorsi per conflitto di attribuzione presentati dalla Procura di Taranto rispettivamente il 21 dicembre 2012 e il 23 gennaio 2013 (entrambi nel frattempo dichiarati inammissibili dalla Corte costituzionale con ordinanze n. 16 e 17 del 2013), e le cui disposizioni sono state altresì impugnate in via incidentale avanti alla Corte costituzionale da parte del Tribunale del Riesame e del G.i.p. di Taranto con due ordinanze del 15 e 21 gennaio 2013, sulle quali si attende, appunto, il responso della Corte.